sabato 16 marzo 2024

A detta della Luce, infatti, il Piano Vanoni non era efficace contro il comunismo


Arrivata a Roma, Clare Boothe Luce trovò un clima di grande attesa in vista delle elezioni politiche, che si sarebbero tenute nel mese di giugno e nei cui confronti a Washington c’era una grande fiducia. Si riteneva infatti che la Dc godesse di un buon seguito dopo i risultati deludenti del 1952. Inoltre, Washington confidava nella nuova legge elettorale, la cd. “legge truffa”, ritenuta capace di assicurare la continuità di governi centristi autorevoli e di azzerare tutti i vantaggi delle sinistre. La legge aveva modificato il sistema elettorale proporzionale, assegnando un premio (il 65% dei seggi) al partito o alla coalizione che avesse raggiunto il 50% + 1 dei voti. In base alle previsioni, i partiti della coalizione di governo avrebbero ottenuto la maggioranza assoluta di voti necessaria per far scattare il premio previsto dalla nuova legge elettora, riuscendo a svincolarsi dalle opposizioni <502. Queste valutazioni, unitamente alla necessità di evitare interferenze palesi nella politica interna italiana, spinsero gli Stati Uniti a influenzare l’esito delle elezioni soltanto in misura modesta, limitatamente all’impiego di Voice of America, al ricorso a gruppi privati, e ad azioni di propaganda in favore dei partiti di centro. Il Dipartimento di Stato invitò inoltre la Luce a non prendere posizioni aperte nei confronti della Dc per evitare accuse di ingerenza e colonialismo. L’ambasciatrice non rispettò questa indicazione e decise di intraprendere un tour nazionale allo scopo di enfatizzare l’importanza delle elezioni per la stabilità del paese. A Milano, in un discorso del 29 maggio, la Luce arrivò persino a minacciare la sospensione degli aiuti americani in caso di vittoria delle sinistre, generando un grande imbarazzo sia da parte del partito di governo che del Dipartimento di Stato <503. Anche la Chiesa partecipò alla campagna elettorale contro il Pci, minacciando la scomunica dei suoi elettori.
I risultati delle elezioni furono però lontani dalle aspettative di Washington <504. La Dc recuperò voti rispetto alle amministrative, ma non riuscì a raggiungere la soglia necessaria per ottenere il premio di maggioranza. Come avvenuto nel 1951-1952, inoltre, i voti persi dalla Dc andarono ad ingrossare le liste di estrema destra, ovvero di monarchici e missini, che riscossero un successo senza precedenti soprattutto nel Mezzogiorno <505. Le elezioni del 1953, inoltre, segnarono la fine politica di De Gasperi e l’inizio di una fase convulsa per la Dc, segnata da un lato dalla necessità di governare il paese con una maggioranza risicata e con pochi seggi di scarto, e dall’altro dall’urgenza di individuare una figura in grado di succedere al leader democristiano <506. Oltre che per la situazione politica italiana, il 1953 rappresentò un anno di riorganizzazione anche per gli equilibri internazionali. La morte di Stalin, la firma dell’armistizio tra le due Coree, e il nuovo corso avviato da Malenkov, segnarono l’inizio di una fase di distensione internazionale e dimostravano la necessità di rivalutare il problema del comunismo, sia nell’ambito della strategia americana che nel contesto politico italiano, dove l’impossibilità di formare maggioranze di governo solide imponeva l’urgenza di cooptare nuove forze politiche e allargare il consenso. Queste valutazioni rendevano quanto mai urgente una revisione dei programmi statunitensi per la lotta al comunismo in Italia. Alla Luce sembrava chiaro che, in assenza di azioni concrete contro il comunismo e senza i finanziamenti americani, nel giro di un paio d’anni l’Italia sarebbe diventata la prima nazione ad essere governata dal partito comunista attraverso vie legali <507. Le iniziative dell’amministrazione Eisenhower per combattere il comunismo in Italia si limitarono a riproporre linee guida già esposte nel Piano Demagnetize, introducendo alcune novità di fondo come una maggiore rigidità nell’applicare le attività di carattere psicologico e nel vincolare l’erogazione degli Osp a interventi concreti da parte delle aziende beneficiarie.
In ambito politico, uno degli strumenti cui l’ambasciatrice fece più ricorso fu l’incoraggiamento incondizionato della formazione di un governo di centrodestra, che escludesse i socialisti di Nenni e arrivasse in ultima istanza alla messa fuori legge del Pci. Nella realizzazione di questo progetto la Luce trovò un interlocutore, il Primo ministro Mario Scelba, “privo di emozioni o convinzioni” rispetto al comunismo e preoccupato unicamente di sopravvivere “in uno qualsiasi dei due campi” <508. La Luce esercitò pressioni perché il governo in carica si aprisse alla destra monarchica, con cui gli Stati Uniti avevano intensificato i rapporti proprio a partire dal 1954, e perchè portasse lo scontro con il Pci sulle piazze italiane, inasprendo le misure contro il partito comunista e la Cgil. Il Presidente del Consiglio fu tuttavia molto cauto nell’accogliere le richieste statunitensi. Da un lato, Scelba non riteneva così imminente la presa del potere da parte comunista, e quindi predilesse una linea più moderata nei confronti del Pci. Dall’altro, l’esigenza di accreditarsi a Washington come legittimo successore di De Gasperi e di continuare a beneficiare degli aiuti statunitensi comportarono alcune limitate azioni nei confronti di Cgil e Pci <509. La Luce intendeva invertire rotta anche rispetto al tema dei finanziamenti. Fino a quel momento il governo italiano aveva avuto tutto l’interesse nel mantenere viva la minaccia comunista, mancando di attuare misure concrete contro il Pci. Grazie ad un partito comunista forte e in continua crescita, le istituzioni riuscivano infatti ad assicurarsi un flusso costante di aiuti finanziari da parte degli Usa in funzione anticomunista <510. Per l’ambasciatrice era necessario cessare di accogliere indistintamente le richieste economiche provenienti dagli ambienti politici italiani, e iniziare a subordinare l’erogazione dei finanziamenti al raggiungimento di obiettivi concreti nella lotta al comunismo. In base a questo presupposto, l’ambasciatrice respinse l’ipotesi di sostenere il Piano Vanoni, un programma di sviluppo economico elaborato dal Ministro del Bilancio e fondato sul rafforzamento degli investimenti pubblici per conseguire una diminuzione della disoccupazione e del deficit di bilancio. A detta della Luce, infatti, il Piano Vanoni non era efficace contro il comunismo <511.
[NOTE]
502 La “legge truffa” fu accolta con grande disapprovazione da numerose componenti della politica italiana. Nell’ambito antifascista, ad esempio, la nuova legge ricordava molto la legge Acerbo e le conseguenze che questa aveva prodotto in termini di violazione delle libertà costituzionali. M. Del Pero, Stati Uniti e “legge truffa”, in “Contemporaea”, 6, 3 (2003): 503-518; G. Quagliariello, La legge elettorale del 1953, Bologna, Il Mulino, 2003; M. S. Piretti, La legge truffa: il fallimento dell'ingegneria politica, Bologna, Il Mulino, 2003.
503 Frus, 1952-1954, vol. VI, The Ambassador in Italy (Luce) to the Special Assistant to the President (Jackson), Rome, 18 giugno, 1953, pp. 1612-1613, disponibile al link: https://history.state.gov/historicaldocuments/Frus1952-54v06p2/pg_1612.
504 Frus, 1952-54, vol. VI, p. 2, The Ambassador in Italy (Luce) to the Secretary of State, Rome, 12 giugno, 1953, pp. 1609-1612, disponibile al link: https://history.state.gov/historicaldocuments/Frus1952-54v06p2/pg_1609; M. Del Pero, American Pressures and their Containment in Italy during the Ambassadorship of Clare Boothe Luce, 1953–1956, in “Diplomatic History”, 28, 3 (2004): pp. 407-439.
505 S. Colarizi, Storia politica della Repubblica, cit. p. 60.
506 L. Nuti, The United States, Italy, and the Opening to the Left, in “Journal of Cold War Studies”, 4, 3 (2002): pp. 36–55.
507 Frus, 1952-1954, vol. VI, Memorandum by the Ambassor in Italy (Luce). Estimate of the Italian Situation, Rome, 3 novembre, 1953, pp. 1631-34, disponibile al link: https://history.state.gov/historicaldocuments/Frus1952-54v06p2/pg_1631; Per l’importanza accordata dal governo italiano al proseguimento degli aiuti statunitensi, si veda il resoconto dell’incontro tra De Gasperi e la Luce: Frus, 1952-54, vol. VI, The Ambassador in Italy to the Department of State, Rome, 21 giugno, 1953, pp. 1614-1617, disponibile al link: https://history.state.gov/historicaldocuments/Frus1952-54v06p2/pg_1614.
508 Frus, 1952-1954, VI, p. 2, The Ambassador in Italy (Luce) to the Department of State, Rome, 20 novembre, 1953, pp. 1640-1642, disponibile al link: https://history.state.gov/historicaldocuments/Frus1952-54v06p2/pg_1640.
509 M. Del Pero, L’alleato scomodo, cit. p. 223.
510 M. Del Pero, The United States and "Psychological Warfare" in Italy, 1948-1955, cit. p. 1326; Id., American Pressures and Their Containment in Italy during the Ambassadorship of Clare Boothe Luce, 1953–1956, in “Diplomatic History”, 28, 3 (2004): pp. 407-439; Frus, 1952-1954, vol. VI, p. 2, The Ambassador in Italy to the Under Secretary of State (Smith), Rome, 8 aprile, 1954, pp. 1671-1675, disponibile al link: https://history.state.gov/historicaldocuments/Frus1952-54v06p2/pg_1671.
511 Frus, 1952-54, VI, p. 2, The Ambassador in Italy (Luce) to the Assistant Secretary of State for European Affairs (Merchant), Rome, 22 novembre, 1954, pp. 1709-1711, disponibile al link: https://history.state.gov/historicaldocuments/Frus1952-54v06p2/pg_1709.
Letizia Marini, Resistenza antisovietica e guerra al comunismo in Italia. Il ruolo degli Stati Uniti. 1949-1974, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Macerata, 2020