Predicante il superamento della separazione ideologica in linea con la teologia nazi maoista frediana <688, il fronte della c.d. “autonomia nera” <689 fluttuò attorno alla testata giornalista “Costruiamo l’azione” e al movimento politico “Terza Posizione”. Durante la fase centrifuga conseguente all’arresto del comandante nero Pierluigi Concutelli (13 febbraio 1977), “Costruiamo l’azione” divenne emblema della strategia ad arcipelago contrappostasi al vecchio fascismo gerarchizzato e monolitico. Aggregando nelle sue membra sensibilità disparate, dall’ordinovismo tradizionalista fino alla dogmatica del rigetto del fascismo mussoliniano, il giornale - costituitosi poi vero movimento politico - forgiò la visione di un pluralismo operativo autonomo, aggregato solo nei fatti per contrastare l’egemonia numerica delle esperienze dell’autonomia comunista. L’ampia gamma di risorse umane convogliate nel progetto, specchio di un manifesto politico fortemente improntato sull’antimperialismo statunitense e sul superamento del concetto di nazione in favore di quello di popolo/comunità, affiancò ad un nucleo dirigente infarcito di storici dogmatici della retorica neofascista (Signorelli, De Felice, Semerari, Fachini) un nutrito numero di giovani studenti (Calore, Aleandri) la cui celebrità passerà anche dalle cronache della Roma criminale <690. Non è segreto che l’area grigia di "Costruiamo l’azione", rappresentata dal duo Semerari-De Felice, nell’estate 1978 <691 abbia vagliato l’ipotesi di avvicinare la neonata Banda della Magliana <692 al fine di costituire un fronte operativo unico: “Altro ruolo invece aveva il Prof. Aldo Semerari; questi, oltre a partecipare al vertice organizzativo ed operativo... dei vari movimenti quali le comunità organiche di popolo, il Movimento Rivoluzionario Popolare e Costruiamo l'azione, era la figura di spicco come ideologo e per le conoscenze che aveva nel mondo giudiziario e politico. Inoltre, egli profittando del suo lavoro di perito psichiatra, assicurò i contatti dei movimenti eversivi di destra con i grossi personaggi della mafia, della camorra e della delinquenza comune in genere, tra gli altri Cutolo, Vallanzasca (dal quale fu invitato al matrimonio), Bergamelli (che mi confidò contatti con il Semerari), Jacques Berenguer ed il suo clan di marsigliesi, Giuseppucci Franco detto il Negro (uno dei capi dell'organizzazione romana per la importazione dalla Turchia di morfina base e per i sequestri di persona). Per tale attività Semerari ricevette un messaggio scritto col quale lo si avvertiva del grave pericolo che gli incombeva. […] In particolare, sul conto del Semerari posso citare come episodi della sua attività eversiva diverse riunioni politiche e organizzative anche sotto il profilo militare tenute nella sua villa di Poggio Mirteto con l'intervento del Signorelli, del Calore, di De Felice Alfredo, di Neri Maurizio talvolta di Scorza Pancrazio ed altri” <693. Come raccontato a più riprese dai pentiti Fulvio Lucioli <694 e Maurizio Abbatino, le proposte avanzate restarono in parte incompiute a fronte di elementi e situazioni che verranno contestualizzati in viste delle conclusioni del presente paragrafo.
La labilità della metodica eversiva fu, parimenti, cagione del riversamento di molte risorse umane nel contenitore armato noto con l’acronimo di Movimento Rivoluzionario Popolare. Vi furono però, altre sigle in grado di sopperire a simili rischi con la creazione di impalcature associative articolate. Ne è esempio Terza Posizione, creatura fondata ab origine sotto la sigla “lotta studentesca” dalla gioventù movimentista di Adinolfi, Fiore, Dimitri, e trasformatasi nel gennaio 1978 in un movimento politico benedetto in prima linea dall’ordinovista veneto Franco Freda. Radicatissimo nella capitale grazie ad una piramide gerarchizzata suddivisa tra nuclei territoriali <695, piccoli aggregati di poche persone denominati “cuib”, e un suo vertice elitario definito “legione”, TP fu una forza anomala nel panorama in virtù della costante dialettica interna tra spontaneismo (linea Zani) e organizzazione (linea Fiore-Adinolfi) <696. Il dibattito, per larghi tratti fittizio, fu screditato dalla rivelazione di un livello occulto dell’organizzazione (nucleo operativo) dedito al reperimento di risorse economiche ed armamenti tramite furti e rapine <697. In questa dimensione andrà collocandosi l’azione promossa dal gruppo della zona Eur, coordinato dall’ex avanguardista e rapinatore Peppe Dimitri, e congiuntosi, nel furto ai danni dell’armeria Omnia Sport, con un altro protagonista dell’ultima stagione del terrorismo nero: i Nuclei Armati Rivoluzionari.
Ideologicamente grezzi e popolati da un materiale umano più improntato allo scontro fisico che all’elaborazione teorico rivoluzionaria, i NAR nacquero da una costola del Fronte Universitario d’Azione Nazionale di via Siena: “Il gruppo che si riunisce in via Siena è sicuramente eterogeneo e non strutturato secondo moduli organizzativi: la sede del FUAN è solo un centro di raccolta di esperienze, soprattutto delittuose e terroristiche, portate avanti da giovani uniti dall'impazienza rivoluzionaria, privi di un progetto politico globale, ma uniti dal desiderio di praticare 'azioni militari' di contenuto e di rilievo ben superiore […] Non è un caso che in questo ambiente emergano le personalità di Alessandro Alibrandi, Dario Pedretti e Valerio Fioravanti, coinvolti in molteplici gravissime attività criminali di stampo terroristico-eversivo. Nell'ambiente si progettano e si pongono poi in esecuzione azioni che culminano in fatti di sangue, attentati terroristici e rapine (tra le quali alcune molto gravi ad armerie)” <698.
[NOTE]
688 F. FREDA, La disintegrazione del sistema, Padova, Edizioni di AR, Padova 2000.
689 N. RAO, La fiamma e la celtica. Sessant’anni di neofascismo da Salò ai centri sociali, Sperling & Kupfer editore, Milano 2006, pag.263.
690 Nell’agosto 1979, a seguito dello smarrimento di un borsone di armi proveniente dall’arsenale della Banda della Magliana, Paolo Aleandri sarà sequestrato da un gruppo di malviventi romani e segregato per diversi giorni in un covo ad Acilia. Verrà liberato solo grazie all’intervento mediatorio di Massimo Carminati, giovane dei NAR vicino a Franco Giuseppucci e Danilo Abbruciati.
691 I contributi testimoniali di Maurizio Abbatino, Paolo Aleandri, e Paolo Bianchi raccontano all’unisono lo svolgimento di una riunione in località Poggio Mirteto (RI), svolta nella villa del prof. Semerari tra uomini della Magliana e esponenti di Costruiamo l’azione.
692 La proposta giunse per bocca del sodale Alessandro D’Ortenzi, detto “Zanzarone”, soggetto al quale proprio Semerari avrebbe rilasciato perizie psichiatriche e consulenze compiacenti.
693 Dichiarazioni di Paolo Bianchi, 11 e 14 novembre 1981. Contenute in Tribunale di Roma, sentenza-ordinanza contro Abbatino Maurizio + altri, n. 1164/87A G.I., n. 8800/86A P.M, giudice istruttore dott. Otello Lupacchini, giugno 1993, pp. 282-283.
694 Dichiarazioni di Fulvio Lucioli al giudice istruttore Otello Lupacchini, 22 marzo 1985. Contenute in Tribunale di Roma, sentenza-ordinanza contro Abbatino Maurizio + altri, n. 1164/87A G.I., n. 8800/86A P.M, giudice istruttore dott. Otello Lupacchini, giugno 1993, pp. 282-283.
695 Solo su Roma saranno 7 con circa 300 militanti
696 F. FERRARESI, La destra eversiva, Feltrinelli, Milano, 1984, pag. 84.
697 Le inchieste giudiziarie hanno comprovato l’assoluta estraneità di gran parte della base associativa rispetto alle dinamiche della componente riservata.
698 Corte d’Assise di Bologna, sez. II penale, proc. penale contro Ballan M. + 20, n. 1329/A/84 R.G.G.I, 11 luglio 1988, pp 907-909.
Giuliano Benincasa, Criminalità Organizzata. Sviluppo, metamorfosi e contaminazione dei rapporti fra criminalità organizzata ed eversione neofascista: ibridazione del metodo del metodo mafioso o semplice convergenza oggettiva?, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno Accademico 2020-2021
La labilità della metodica eversiva fu, parimenti, cagione del riversamento di molte risorse umane nel contenitore armato noto con l’acronimo di Movimento Rivoluzionario Popolare. Vi furono però, altre sigle in grado di sopperire a simili rischi con la creazione di impalcature associative articolate. Ne è esempio Terza Posizione, creatura fondata ab origine sotto la sigla “lotta studentesca” dalla gioventù movimentista di Adinolfi, Fiore, Dimitri, e trasformatasi nel gennaio 1978 in un movimento politico benedetto in prima linea dall’ordinovista veneto Franco Freda. Radicatissimo nella capitale grazie ad una piramide gerarchizzata suddivisa tra nuclei territoriali <695, piccoli aggregati di poche persone denominati “cuib”, e un suo vertice elitario definito “legione”, TP fu una forza anomala nel panorama in virtù della costante dialettica interna tra spontaneismo (linea Zani) e organizzazione (linea Fiore-Adinolfi) <696. Il dibattito, per larghi tratti fittizio, fu screditato dalla rivelazione di un livello occulto dell’organizzazione (nucleo operativo) dedito al reperimento di risorse economiche ed armamenti tramite furti e rapine <697. In questa dimensione andrà collocandosi l’azione promossa dal gruppo della zona Eur, coordinato dall’ex avanguardista e rapinatore Peppe Dimitri, e congiuntosi, nel furto ai danni dell’armeria Omnia Sport, con un altro protagonista dell’ultima stagione del terrorismo nero: i Nuclei Armati Rivoluzionari.
Ideologicamente grezzi e popolati da un materiale umano più improntato allo scontro fisico che all’elaborazione teorico rivoluzionaria, i NAR nacquero da una costola del Fronte Universitario d’Azione Nazionale di via Siena: “Il gruppo che si riunisce in via Siena è sicuramente eterogeneo e non strutturato secondo moduli organizzativi: la sede del FUAN è solo un centro di raccolta di esperienze, soprattutto delittuose e terroristiche, portate avanti da giovani uniti dall'impazienza rivoluzionaria, privi di un progetto politico globale, ma uniti dal desiderio di praticare 'azioni militari' di contenuto e di rilievo ben superiore […] Non è un caso che in questo ambiente emergano le personalità di Alessandro Alibrandi, Dario Pedretti e Valerio Fioravanti, coinvolti in molteplici gravissime attività criminali di stampo terroristico-eversivo. Nell'ambiente si progettano e si pongono poi in esecuzione azioni che culminano in fatti di sangue, attentati terroristici e rapine (tra le quali alcune molto gravi ad armerie)” <698.
[NOTE]
688 F. FREDA, La disintegrazione del sistema, Padova, Edizioni di AR, Padova 2000.
689 N. RAO, La fiamma e la celtica. Sessant’anni di neofascismo da Salò ai centri sociali, Sperling & Kupfer editore, Milano 2006, pag.263.
690 Nell’agosto 1979, a seguito dello smarrimento di un borsone di armi proveniente dall’arsenale della Banda della Magliana, Paolo Aleandri sarà sequestrato da un gruppo di malviventi romani e segregato per diversi giorni in un covo ad Acilia. Verrà liberato solo grazie all’intervento mediatorio di Massimo Carminati, giovane dei NAR vicino a Franco Giuseppucci e Danilo Abbruciati.
691 I contributi testimoniali di Maurizio Abbatino, Paolo Aleandri, e Paolo Bianchi raccontano all’unisono lo svolgimento di una riunione in località Poggio Mirteto (RI), svolta nella villa del prof. Semerari tra uomini della Magliana e esponenti di Costruiamo l’azione.
692 La proposta giunse per bocca del sodale Alessandro D’Ortenzi, detto “Zanzarone”, soggetto al quale proprio Semerari avrebbe rilasciato perizie psichiatriche e consulenze compiacenti.
693 Dichiarazioni di Paolo Bianchi, 11 e 14 novembre 1981. Contenute in Tribunale di Roma, sentenza-ordinanza contro Abbatino Maurizio + altri, n. 1164/87A G.I., n. 8800/86A P.M, giudice istruttore dott. Otello Lupacchini, giugno 1993, pp. 282-283.
694 Dichiarazioni di Fulvio Lucioli al giudice istruttore Otello Lupacchini, 22 marzo 1985. Contenute in Tribunale di Roma, sentenza-ordinanza contro Abbatino Maurizio + altri, n. 1164/87A G.I., n. 8800/86A P.M, giudice istruttore dott. Otello Lupacchini, giugno 1993, pp. 282-283.
695 Solo su Roma saranno 7 con circa 300 militanti
696 F. FERRARESI, La destra eversiva, Feltrinelli, Milano, 1984, pag. 84.
697 Le inchieste giudiziarie hanno comprovato l’assoluta estraneità di gran parte della base associativa rispetto alle dinamiche della componente riservata.
698 Corte d’Assise di Bologna, sez. II penale, proc. penale contro Ballan M. + 20, n. 1329/A/84 R.G.G.I, 11 luglio 1988, pp 907-909.
Giuliano Benincasa, Criminalità Organizzata. Sviluppo, metamorfosi e contaminazione dei rapporti fra criminalità organizzata ed eversione neofascista: ibridazione del metodo del metodo mafioso o semplice convergenza oggettiva?, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno Accademico 2020-2021
