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| Circaea alpina. Foto di Alfredo Moreschi |
Si diceva persino fosse una fra le piante alle quali la fattucchiera ricorresse più frequentemente per la preparazione dei portentosi intrugli che l'avevano resa famosa.
Durante le sue il botanico fiammingo Mathias de Lobel credette di averla identificata in una specie erbacea abitatrice dei boschi umidi ed ombrosi, soprattutto ricchi di Ontani, e la denominò Circaea lutetiana.
Per la cronaca la specificazione fu scelta con l'intenzione di celebrare la località dove la pianta era stata identificata riesumando l'antico nome di Lutetia, assegnato dai romani a Parigi.
Alla base dello stelo, si possono notare delle piccole sfere dalla sommità leggermente rigonfiata; a primavera la protuberanza si sviluppa ulteriormente trasformandosi in gemma e susseguentemente spunta un nuovo individuo completamente autonomo.
Ambedue le nostre specie, per l'aspetto dei fiori biancastri o appena rosati paragonabile a quello di minuscole Fucsie e per la fama di erbe magiche, sono state introdotte nel giardinaggio da almeno tre secoli; vengono destinate alle zone più ombrose ed umide dove non mancano di diffondersi autonomamente.
Solo la Circaea lutetiana ha conosciuto qualche modesto utilizzo medico come risolutivo. Le due specie non presentano caratteri distintivi facilmente individuabili; ad un primo esame la Circaea alpina si distingue dalla lutetiana per la minore taglia, il racemo meno lineare all'inizio della fioritura con un paio di bratteole alla base dei peduncoli fiorali.
Bisogna precisare che in Italia il battesimo popolare di "Circea" è esteso anche alla Mandragora, una pianta assai discussa e legata, anch'essa, all'esoterismo ed ai riti satanici.
Le Circaea sono in tutto cinque, diffuse in tutto l'emisfero boreale.
In Italia ed in Liguria ne nascono due più un ibrido sterile presente in genere frammisto alle specie originarie (Circaea intermedia). Rappresentano la Famiglia delle Onagracee, assieme agli Epilobium, ma rispetto a questi ultimi, l'"Erba maga" non affida all'aria la diffusione dei suoi semi, preferendo cospargerli di minuscoli aculei ricurvi con i quali si attaccano al vello degli animali per essere trasferiti altrove.
Sembra sia stata questa modalità biologica, peraltro abbastanza diffusa nel mondo vegetale, ad aver originato l'antico sospetto di un legame con la Maga omerica, figlia di Apollo.
Infatti, il modo con il quale i semi sembrano impadronirsi di un passante, aderendo solidamente alle sue vesti, fu letto come l'equivalente del proverbiale possesso dovuto ad un incantesimo.
I tipici caratteri morfologici delle Onagracee, sono quelli di avere i petali inseriti direttamente sulla parte superiore dell’ovario, dando l'impressione, a prima vista, di un frutto già maturo sul quale sia stato dimenticato un fiore aperto. Come negli Epilobium viene evitata l'autofecondazione, attuando la maturazione del polline con largo anticipo rispetto al momento della massima ricettività dello stimma. Gli insetti pronubi sono piccoli moscerini o mosche attratti dagli umori, peraltro poco abbondanti a causa del tessuto nettarifero piuttosto rudimentale. L'ovario è ricoperto da numerose setole destinate ad indurirsi con la maturazione trasformandosi in aculei.
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| Circaea alpina. Foto di Alfredo Moreschi |
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| Circaea alpina: il frutto a forma di clava. Foto di Alfredo Moreschi |
| Circaea lutetiana. Foto di Alfredo Moreschi |
Come raccoglierle e coltivarle.
Nei nostri boschi di latifoglie accanto alle piante adulte nascono le nuove generazioni di Circaea, a volte molto fitte. Non si crea nocumento al patrimonio se si diradano prelevando gli stoloni di alcuni esemplari. Si coltivano abbastanza facilmente nel giardino insediandole su una terra da orto fertile e leggera, piantandole in località umide sotto alberi o arbusti.
E' possibile moltiplicarle agevolmente per seme o per divisione dei ceppi.
Alfredo Moreschi
Tra le pubblicazioni di Alfredo Moreschi: (a cura di
Alfredo Moreschi), Marco Innocenti, Quaderno del circolo lepómene,
Sanremo, 2021; Alfredo Moreschi, Parco Costiero della Riviera dei
Fiori. Fiori e piante della pista ciclopedonale, Edizioni Zem,
Vallecrosia, 2019; Presenzio Astante (al secolo Alfredo Moreschi),
Manuale di depunteggiatura, editore lepómene, Sanremo, ottobre 2018;
articoli in (a cura di) Letizia Lodi, Sanremo e l’Europa. L’immagine
della città tra Otto e Novecento, Catalogo della mostra (Sanremo, 19
luglio-9 settembre 2018), Scalpendi, 2018; Presenzio Astante (al secolo
Alfredo Moreschi), Quattro progetti per la città di Sanremo, Casabianca
editore, Sanremo, giugno 2014; (a cura di) Alfredo Moreschi e Claudio
Porchia, Il mondo verde celtico, Edizioni Zem, Vallecrosia, 2011; (a
cura di) Alfredo Moreschi in collaborazione con Marco Innocenti e
Loretta Marchi, Catalogo della mostra fotografica. 1905-2005: Centenario
del Casinò Municipale di Sanremo. Una storia per immagini, De Ferrari,
Genova, 2007; Giacomo Nicolini - Alfredo Moreschi, Fiori di Liguria, (a
cura di) Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Edizione SIAG - Genova,
1982.
Adriano Maini



